Il Perché di noi…
Il recente documento europeo, il Libro verde “Verso una nuova cultura della mobilità urbana” (settembre 2007), assegna alla bici un ruolo fondamentale, assieme all'efficienza dei mezzi pubblici e alla limitazione delle auto, nel tessuto urbano cittadino. L’attuale ipertrofia del traffico automobilistico privato, soprattutto negli agglomerati urbani, ha prodotto una situazione insostenibile a causa di un irragionevole utilizzo dei veicoli privati a motore, cresciuto in assenza di controlli e limiti, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di congestione del traffico, di inquinamento atmosferico, di rumore, di occupazione degli spazi pubblici, di consumo di risorse scarse e non rinnovabili, di insicurezza e incidentalità, di gestione dei tempi di vita, di costi individuali e sociali (si pensi alle patologie correlate agli agenti inquinanti, alla sedentarietà o alle conseguenze degli incidenti mortali o con postumi invalidanti). Il traffico produce altro traffico in una spirale senza fine, dove ogni risorsa viene spesa e dedicata per mantenere e alimentare questo circolo vizioso.
Inoltre, come è ormai acclarato, il settore dei trasporti è uno dei principali fattori di rischio del cambiamento climatico, attraverso le emissioni di CO2, e anche per questo motivo riteniamo indispensabile che il Progetto sia attivato come parte della soluzione, con un cambio paradigmatico nelle politiche della mobilità: infatti alla valutazione degli esperti, si associa da tempo l’opinione della stragrande maggioranza dei cittadini che, in un numero crescente di città ed aree metropolitane, pongono il problema del traffico ai primi posti dell’agenda.
Chi è chiamato a governare il territorio, a ogni livello di responsabilità, è tenuto ad essere consapevole dell’importanza di questi temi, ad assumere impegni specifici e a sviluppare azioni coerenti, concrete e misurabili, che tengano conto delle migliori esperienze europee.
Occorre promuovere, anche attraverso una politica saggia e lungimirante, un cambiamento negli stili di vita e in particolare nelle abitudini di trasporto, vale a dire un uso più intelligente ed appropriato dei mezzi di trasporto, meno dispendioso e più rispettoso dell’ambiente e della salute pubblica.
Una delle cose che la maggior parte dei bambini impara dopo aver camminato è andare in bicicletta. Forse per molti oggi appare una cosa "banale" ma sicuramente basta ripensare alla nostra personale esperienza di “ciclisti” finalmente autonomi, senza rotelle e senza il braccio di mamma e papà a sorreggerci, per capire quanto questo momento sia stato un importante momento di crescita personale, una iniziazione alla vita autonoma, un attimo di vera libertà, ma tutti i bambini o ragazzi di oggi sanno andare in Bici? NO! Alcune statistiche dicono che il 30% dei bimbi dai 6 ai 12 anni non sa andare in bici! Sicuramente lo sviluppo delle realtà urbane ha contribuito a questo fenomeno, non ci sono dubbi che al giorno d’oggi le strade appartengano a camion ed automobili e l’andare in bici è qualcosa che si può scoprire solo se si vive in un piccolo paese. Ma sicuramente esiste un’alternativa… andare in MOUNTAIN BIKE! Alcuni, probabilmente le ultime pedalate le hanno fatte seduti su una GRAZIELLA; andare su una moderna MTB e percorrere strade sterrate, sentieri cosparsi di buche, rami e tante altre insidie è un altra cosa.
La bicicletta da montagna nasce in California, negli Stati Uniti, verso la fine degli anni Sessanta. All'inizio le mountain bike non erano altro che robuste biciclette modificate in modo da poter sopportare le sollecitazioni di escursioni fuoristrada, ed erano probabilmente utilizzate da gruppi hippy in cerca di spazi incontaminati. Il fenomeno mountain bike dilago’ in tutti gli Stati Uniti e più tardi, negli anni Ottanta, in Europa. La cultura della mountain bike e dei suoi appassionati si è sviluppata intorno a valori come l'amore per la natura e gli ambienti incontaminati, ma anche le forti emozioni.
Anche il cicloturismo, vale a dire un comparto del turismo di massa particolarmente rispettoso dell’ambiente, deve trovare il sostegno dei pubblici poteri centrali e locali, tenuto conto inoltre delle positive ricadute, in termini occupazionali e di sviluppo delle economie locali, connesse a quest’attività, nonché della crescente domanda del turismo estero, cui deve corrispondere un’offerta adeguata al livello degli altri Paesi europei.
Per dare impulso dunque alla mobilità ciclistica – sia a livello urbano, sia per la pratica del ciclo escursionismo proponiamo un turismo “diverso” attraverso la realizzazione di percorsi in bici da strada o in Mtb di bassa, media o alta difficoltà ripercorrendo con delle guide esperte i magnifici luoghi incontaminati che costituiscono il nostro Territorio, con visite guidate su siti archeologici, ruderi di castelli, passando attraverso eremi, laghi artificiali e tutto quello che la storia ci ha lasciato. L’associazione di Volontariato “ I Vispi Siciliani Mtb Piazza Armerina”, da anni si occupa di far conoscere il territorio della Sicilia da un punto di vista sportivo-turistico legato all’ambiente, utilizzando la bici da montagna e da strada. Attraverso delle apparecchiature, dispositivi satellitari e videocamere, l’associazione nel tempo ha filmato e mappato il territorio individuando particolari percorsi quali siti archeologici, centri storici, boschi con le varie riserve naturali, percorribili in bici a qualsiasi grado di difficoltà (esperti e non). Molti filmati e mappe sono visibili su Youtube, Facebook o Turbolince e Everytrail siti specializzati nel promuovere turismo ciclo amatoriale.
|